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IL ROBOT RASAERBA MISSION SI CONFERMA AMICO DELL'AMBIENTE, ECCO TUTTI I VANTAGGI DEL MULCHING.

Di verde si parla molto, nei contesti più disparati: sui giornali, nelle riviste, in televisione. Spesso se ne parla a sproposito, spesso da parte di persone prive di competenze e conoscenze sufficienti per analizzare il tema in modo adeguato e, pertanto, l’argomento è frequentemente affrontato in modo banale o banalizzante.
Analogamente, il tema dei rifiuti è difficilmente discusso in modo organico e pragmatico al tempo stesso. È più probabile che se ne parli sull’onda emotiva di qualche piccolo o grande disastro ambientale ovvero nel momento in cui vengono al pettine insoluti problemi di smaltimento per cui, superata la fase acuta, l’attenzione pubblica è dirottata verso altri argomenti.
Il settore del verde e quello della gestione dei rifiuti possono apparire completamente svincolati. In realtà, lo smaltimento dell’erba falciata può assumere dimensioni di rilievo e richiedere adeguati accorgimenti strutturali e gestionali.
Nel corso della stagione estiva la velocità di crescita delle specie pratensi è decisamente elevata tanto che, nelle situazioni ordinarie, è necessario programmare intervalli non superiori alle due settimane tra un taglio e il successivo (molto inferiori nel caso di tappeti erbosi di pregio e/o dotati di impianto di irrigazione).
Lo smaltimento dei residui può rappresentare una voce di costo considerevole: gli operatori professionali sono tenuti a provvedere allo smaltimento di tutti gli scarti vegetali attraverso il conferimento ad appositi centri di recupero e valorizzazione. Infatti, sovente le imprese di manutenzione del verde non possono rivolgersi alle isole ecologiche comunali ma, in considerazione dei volumi prodotti, sono tenute a utilizzare piattaforme più strutturate.

Verde privato, problema pubblico
Il problema, tuttavia, si pone anche per quanto riguarda le utenze private (domestiche) per le quali la soluzione non è univoca. Il metodo di smaltimento tradizionale è costituito dalla cosiddetta isola ecologica la quale, di norma, è una struttura gestita da un’azienda privata che si occupa di raccogliere il materiale vegetale per avviarlo all’industria del compostaggio.
Il servizio erogato dalle isole ecologiche è generalmente gratuito o meglio incluso nella tassa (o nella tariffa) che ogni nucleo familiare versa all’amministrazione comunale.
Una seconda possibilità, disponibile in molti Comuni, è costituita dal servizio di ritiro a domicilio della cosiddetta “frazione umida” dei rifiuti. Quasi sempre il servizio esclude gli scarti vegetali prodotti in giardino, mentre tollera minimi quantitativi di rifiuti verdi derivati dalla manutenzione di piante d’appartamento. In alcuni casi, le società di igiene ambientale offrono un servizio di raccolta a domicilio anche per materiali di risulta quali sfalci di tappeto erboso o residui di potatura, sebbene solo se contenuti in appositi sacchi prepagati.

Mulching, una tecnica in espansione
Il mulching è una tecnica di gestione dei residui derivati dal taglio del tappeto erboso che si è diffusa in tempi relativamente recenti. In passato appannaggio esclusivo delle imprese di manutenzione, ora le macchine che dispongono di questa funzione sono disponibili anche per i cosiddetti hobbisti.
Il mulching consiste nello sminuzzamento dell’erba immediatamente dopo il taglio – ossia prima che questa tocchi il suolo dopo essere stata recisa – in modo che i frammenti siano distribuiti sul tappeto erboso. In questo modo si ottengono indubbi vantaggi di carattere agronomico in quanto:
• la sostanza organica corrispondente all’apparato fogliare viene incorporata al terreno, migliorandone le caratteristiche chimico-fisiche e strutturali,
• i nutrienti contenuti nelle foglie ritornano al suolo che, quindi, non subisce un impoverimento degli stessi,
• i frammenti di foglie costituiscono una sorta di pacciamatura che riduce l’evaporazione dell’acqua, aspetto importante per contenere i consumi irrigui.

Il fattore costi
Le macchine dotate di funzione mulching presentano costi di acquisto maggiori rispetto a quelle standard (ossia equipaggiate con il classico cesto raccoglitore). Tuttavia, occorre considerare che lo smaltimento degli scarti vegetali è una voce di costo non indifferente sia per le imprese – che sono tenute a consegnare i residui presso appositi centri di recupero – sia per i privati che li devono consegnare presso le isole ecologiche (talvolta contribuendo ai costi di smaltimento in ragione dei volumi conferiti, senza ovviamente considerare il costo del trasporto e il tempo impiegato) ovvero li devono confezionare in appositi sacchi prepagati per il ritiro a domicilio.
Nel lungo periodo, quindi, il maggiore costo d’acquisto delle macchine che consentono lo sminuzzamento dei residui è compensato dai minori costi gestionali sia diretti (acquisto dei sacchi, oneri di discarica) sia indiretti (costi accessori e costo opportunità del tempo impiegato per raggiungere l’isola ecologica).

Le controindicazioni
I vantaggi agronomici e il risparmio di tempo e, in misura inferiore, di denaro, non devono tuttavia lasciare in secondo piano la necessità di un’attenta valutazione delle potenziali controindicazioni nell’uso di macchine dotate di tecnologia mulching. In particolare, è importante valutare la velocità di mineralizzazione della sostanza organica nel contesto di riferimento: se la degradazione della sostanza organica è troppo lenta vi è il rischio concreto di un accumulo dei residui del taglio con conseguente insorgenza di deleteri fenomeni di marcescenza, particolarmente negativi nei contesti ornamentali.

Come regolarsi
L’adozione della tecnologia mulching è sicuramente interessante sia in ambiti estensivi – si pensi alla gestione delle aree verdi pubbliche – sia a livello privato ove il principale vantaggio risiede nell’eliminazione dei costi (espliciti, ma soprattutto impliciti) dello smaltimento dei residui.
In ogni caso, l’opportunità di adoperare questa tecnologia è sito-specifica e non è possibile formulare generalizzazioni. Prima di introdurre il mulching nei capitolati pubblici o nella gestione dei giardini privati è bene verificare alcune condizioni pedologiche di base quali la granulometria e la tessitura, nonché la velocità di infiltrazione e la conducibilità idrica. Conseguentemente, l’uso della tecnologia deve essere preceduto da un attento esame agronomico – auspicabilmente eseguito da parte di un dottore agronomo o dottore forestale – al fine di vagliare in modo sistemico tutti i prevedibili fattori di potenziale insuccesso. Il rischio è che i notevoli vantaggi agronomici e gestionali siano vanificati dalla necessità di intervenire con azioni correttive quali frequenti arieggiature e sabbiature.

Luca Masotto dottore agronomo, si occupa di verde urbano, consulenze agronomiche e tecnico-estimative

16 Apr 2013

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